Schumacher riporta la Ferrari sul tetto del mondo

⇒ 🗓️ 8 ottobre 2000.

📰 Schumacher riporta la Ferrari sul tetto del mondo.

Il campionato mondiale di Formula 1 del 2000 rappresenta una delle pietre miliari più iconiche della storia dello sport e il trionfo più atteso d’47 anni per la Scuderia Ferrari.

Dopo oltre due decenni di digiuno, dal titolo piloti conquistato da Jody Scheckter nel 1979, Michael Schumacher riuscì a riportare il Cavallino Rampante sul tetto del mondo. Al volante della competitiva e affidabile F1-2000, progettata da un dream team tecnico guidato da Ross Brawn e Rory Byrne sotto la direzione di Jean Todt, il campione tedesco ingaggiò una leggendaria e serratissima battaglia per il titolo contro il rivale della McLaren, Mika Häkkinen.

L’avvio di stagione fu fulminante per il tedesco, che conquistò quattro vittorie consecutive. Tuttavia, la risposta della McLaren costrinse a una rimonta esaltante, culminata nel celebre e drammatico Gran Premio del Giappone a Suzuka, l’8 ottobre 2000. In quella storica domenica, grazie a una strategia di gara magistrale e a un duello al cardiopalma con Häkkinen, Schumacher tagliò il traguardo in prima posizione, conquistando matematicamente il suo terzo titolo iridato, il primo con la Ferrari.

Immagini memorabili come il pianto liberatorio di Schumacher sul podio e l’abbraccio con i meccanici suggellarono la fine di una maledizione. Quel successo non chiuse solo un’attesa lunghissima, ma inaugurò ufficialmente il ciclo irripetibile della Ferrari dei record, destinata a dominare la Formula 1 per gran parte del decennio.

La mia Gazzetta riporta la firma del presidente Luca Cordero di Montezemolo nel 2001.


👤 La Gazzetta dello Sport di lunedì 9 ottobre 2000 titola: «Grazie Ferrari». Nell’articolo in prima pagina dal titolo: «Eroi, geni e cirenei di un mito italiano» a cura di Candido Cannavò possiamo leggere:

«Pino Allievi e gli altri colleghi che hanno vissuto la corsa in Giappone ricostruiscono nei dettagli la svolta mondiale passata per quella bottega dei miracoli che si chiama box. Parleranno dei meriti di Todt e Ross Brawn, di Lunetta, Domenicali, Baldisserri, Martinelli. Io, in quel momento in cui la squadra rossa ha benedetto il trionfo di Schumacher, ho pensato alla eroica Scuderia dei nostri padri, all’uomo che la fondò, al mito di un’officina, al bacio della storia»


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👉🏻 Il passato é la memoria del presente


«All’alba di una luminosa domenica d’autunno, la Ferrari si riconcilia con la storia. Tramonta il mistero di un amore immenso e disperato, senza l’abbraccio della felicità, e sboccia su questa romantica storia il trionfo che un’Italia senza confini – quel pianeta rosso sparso in tutto il mondo – aspettava da 21 anni» […] «Senza la genialità, la freddezza e la dedizione di quelle tute rosse, Schumacher ieri avrebbe dovuto rinviare il suo sogno mondiale. Quegli uomini, che vivono la gioia con voce strozzata, hanno posto riparo a una partenza discussa e infelice, che sembrava dovesse alimentare il virus delle contraddizioni che accompagna questo straordinario pilota, insieme a un senso di vulnerabilità rara e improvvisa. Schumacher, con grinta da guerriero, ha posto poi le basi per riscattare quell’errore. Ma il capolavoro lo ha fatto la squadra, con una serie di mosse lucide e felici. E la seconda sosta ai box di Suzuka va ricordata come il più grande prodigio di tutta la stagione»

Candido Cannavò


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