⇒ 🗓️ 02 settembre 1956.
📰 Giornata indimenticabile per lo sport italiano.
Il 2 settembre 1956 si consumò una giornata leggendaria e irripetibile per lo sport italiano e internazionale, intrecciando i trionfi del ciclismo su pista a Copenaghen e del automobilismo a Monza.
Ai Campionati Mondiali di ciclismo su pista in Danimarca, l’Italia firmò una storica doppietta iridata nello stesso giorno: Antonio Maspes si laureò campione del mondo nella Velocità professionisti superando l’britannico Reg Harris, mentre Guido Messina conquistò il titolo mondiale nell’Inseguimento individuale professionisti, piegando in finale il fuoriclasse francese Jacques Anquetil.
Negli stessi minuti, l’Autodromo di Monza ospitava il Gran Premio d’Italia, atto conclusivo del Mondiale di Formula 1. La gara fu teatro di uno dei gesti sportivi più celebri della storia: l’inglese Peter Collins, compagno di squadra in Ferrari e in piena corsa per il titolo, cedette volontariamente la propria vettura al caposquadra Juan Manuel Fangio, fermatosi ai box per un guasto al piantone dello sterzo.
Grazie al generoso sacrificio di Collins, l’argentino risalì in pista e chiuse la gara al secondo posto dietro la Maserati di Stirling Moss. Il piazzamento consegnò a Fangio il suo quarto titolo mondiale piloti, regalando alla Ferrari la corona iridata al termine di una domenica indimenticabile
👤 La Gazzetta dello Sport di lunedì 3 settembre 1956 titola: «Maspes e Messina Campioni del mondo». Nel commento di fondo dedicato dal titolo «Degni dell’Iride» di Guido Giardini possiamo leggere:
«Lo stadio di Ordrup è in festa e gli italiani qui presenti esultano, presi dalla commozione e dall’orgoglio. I due titoli più prestigiosi della pista, la velocità e l’inseguimento professionisti, sono rimasti ad Antonio Maspes e a Guido Messina»
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👉🏻 Il passato é la memoria del presente
«Anche per noi anziani di queste annuali adunate e rotti a tutte le emozioni, è stato un pomeriggio indimenticabile. In un’ora, dalle 18 alle 19, abbiamo sofferto e gioito quanto si può soffrire e gioire in tutta una vita»
Guido Giardini
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