⇒ 🗓️ 31 ottobre 2002.
📰 Gli angeli di San Giuliano.
Il 31 ottobre 2002 una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.0 devastò il basso Molise, colpendo drammaticamente il piccolo centro di San Giuliano di Puglia e i comuni limitrofi.
Erano le 11:32 quando la terra tremò improvvisamente. Il sisma ebbe conseguenze catastrofiche proprio nel momento di massima attività scolastica: a cedere fu la palazzina della scuola elementare “Francesco Jovine”. Sotto le macerie rimasero intrappolati decine di bambini e insegnanti.
Le immagini dei soccorsi disperati a mani nude, condotti dai vigili del fuoco, dalla protezione civile e dagli stessi abitanti, fecero il giro del mondo, segnando profondamente la coscienza collettiva italiana. Il bilancio finale fu straziante: 27 bambini e 3 insegnanti persero la vita. Crollarono o subirono danni gravissimi anche decine di abitazioni private e storiche in tutto il paese.
La tragedia di San Giuliano di Puglia impose una drammatica riflessione nazionale sullo stato disastroso della sicurezza scolastica e del patrimonio edilizio nelle zone ad alto rischio sismico del Paese. Portò all’introduzione di nuove normative per la verifica della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici e lasciò una cicatrice indelebile nella comunità molisana, che ogni 31 ottobre si raccoglie in un silenzioso e commosso ricordo delle piccole vittime.
👤 Il Corriere della Sera di venerdì 1 novembre 2002 titola in prima pagina: «I bambini sotto le macerie del terremoto: Salvateci». Dall’articolo di spalla dedicato «La fatalità e la colpa» Gaspare Barbiellini Amidei scrive:
«Quei bambini morti nel Molise, a San Giuliano, per molto tempo non ci lasceranno dormire. Ciascuno di noi vorrebbe spiegarsi come possa accadere, per fatalità o per imprevidenza, che il primo edificio crollato sotto una scossa di terremoto nel mezzo di una mattina di fine ottobre sia l’ultimo che sarebbe dovuto crollare, per quale progressivo slittamento della nostra idea di ordine e di sicurezza non sia la scuola il luogo più sicuro di ogni paese e di ogni città. Il rito scaramantico della prorogatio, parola latina e abitudine italica di rinviare legalmente obblighi e sanzioni, ha creato un fossato profondo quattordici anni, dentro il quale l’infanzia e l’adolescenza sono protette alla rovescia»
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👉🏻 Il passato é la memoria del presente
«I nomi, soltanto i nomi. Rotolano nel buio sospinti dalle lacrime, dalla disperazione. Perché coi nomi, soltanto coi nomi, le madri cuciono gli ultimi brandelli di speranza, sognando che quei fili annodino la vita dei loro bambini e non la facciano fuggire via»
Enzo D’Errico
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