⇒ 🗓️ 28 settembre 1911.
📰 Guerra Italo-Turca.
Il 28 settembre 1911, il governo italiano guidato da Giovanni Giolitti presentò un ultimatum formale all’Impero ottomano, segnando l’atto diplomatico che precedette immediatamente lo scoppio della guerra italo-turca e l’occupazione della Libia.
La crisi diplomatica maturava da mesi a causa del progressivo isolamento economico e politico dell’Italia nella regione nordafricana, dove Roma mirava a ritagliarsi un proprio “posto al sole” per ragioni di prestigio geopolitico e di sicurezza nazionale. Nel documento, consegnato dall’ambasciatore italiano a Costantinopoli, l’Italia denunciava le persistenti condizioni di disordine, insicurezza e i sistematici ostacoli frapposti dalle autorità turche nei confronti degli interessi e dei sudditi italiani operanti nella Tripolitania e nella Cirenaica.
Per rimediare a tale situazione e tutelare i propri connazionali, il gabinetto italiano impose al governo ottomano un aut aut drastico: accettare entro quarantotto ore l’occupazione militare pacifica delle due province africane da parte dell’esercito regio, promettendo in cambio di rispettare la sovranità nominale del Sultano e i diritti religiosi delle popolazioni locali.
La Turchia respinse fermamente le richieste italiane, ritenendole inaccettabili e lesive della propria integrità territoriale. Lo scadere infruttuoso del termine prefissato determinò così la rottura definitiva delle relazioni diplomatiche. Il giorno successivo, il 29 settembre 1911, l’Italia dichiarò ufficialmente guerra all’Impero ottomano, dando avvio a una campagna militare che avrebbe ridisegnato gli equilibri coloniali nel Mediterraneo e sancito il tramonto dei domini ottomani nel Nord Africa.
👤 Il Corriere della Sera di sabato 30 settembre 1911 titola in prima pagina: «La dichiarazione di guerra dell’Italia alla Turchia». Nell’articolo dedicato dal titolo: «Lo stato di guerra» a cura della Redazione possiamo leggere:
«…la mancanza della dichiarazione di guerra sarebbe stata a tutto beneficio della libertà di movimenti della Turchia, e viceversa a nostro pericolo e danno. Lo stato di guerra crea degli obblighi alle Potenze neutrali, e crea dei diritti di azione alle Potenze belligeranti. Nè agli uni ne agli altri noi potevamo rinunciare»
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👉🏻 Il passato é la memoria del presente
«La dichiarazione di guerra era perciò necessaria, perché senza di essa si sarebbe creato uno stato anormale di cose, non soltanto nei rapporti tra l’Italia e tutte le Potenze che hanno rapporti con la Turchia»
Redazione Corriere della Sera
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