Il rigore di Baggio a Pasedena

⇒ 🗓️ 17 luglio 1994.

📰 Il rigore di Baggio a Pasedena.

Il 17 luglio 1994, al Giants Stadium di Pasadena, il Brasile si è laureato campione del mondo per la quarta volta nella sua storia, sconfiggendo l’Italia ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano conclusi sullo 0-0.

Sotto un caldo torrido e un’umidità soffocante, la finale del Mondiale statunitense si è sviluppata come una battaglia tattica estenuante. Nonostante la stanchezza e i rispettivi infortuni, la difesa azzurra guidata dal rientrante Franco Baresi ha retto l’urto del formidabile attacco brasiliano composto da Romário e Bebeto, trascinando la sfida oltre i centoventi minuti di gioco.

Per la prima volta nella storia del torneo, l’assegnazione della Coppa del Mondo è stata decisa dai tiri dal dischetto. Per l’Italia sono risultati fatali gli errori iniziali di Baresi e Massaro. Il rigore decisivo è gravato sulle spalle del “Divin Codino”, Roberto Baggio, l’uomo che con le sue magie aveva letteralmente trascinato gli Azzurri fino alla finale. Il suo tiro è terminato alto sopra la traversa della porta difesa da Taffarel, sancendo la vittoria del Brasile per 3-2.

L’immagine di Baggio immobile a testa bassa sul dischetto, contrapposta ai festeggiamenti dei calciatori brasiliani, è diventata una delle iconografie più celebri, drammatiche e malinconiche dell’intera storia del calcio mondiale.


👤 La Gazzetta dello Sport di lunedì 18 luglio 1994 titola: «Brasile poker mondiale. Ma bravi azzurri!». Nell’articolo di fondo dal titolo: «Crudele ma bello lo stesso» a cura di Candido Cannavò possiamo leggere:

«Sorella sofferenza ci accompagna per 120 minuti, poi al quinto rigore il sogno si infrange proprio sui piedi del nostro uomo più illustre e amato: Roberto Baggio. È stato lui il destinatario dell’attimo decisivo che ha consegnato al Brasile il quarto titolo mondiale della sua storia, proiettandolo da solo sul tetto del mondo»


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👉🏻 Il passato é la memoria del presente


«Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero mondiale e, con l’onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l’Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c’è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell’impopolarità»

Candido Cannavò


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⇒ 🗓️ 17 luglio 1994.

📰 Il rigore di Baggio a Pasedena.

 


👤 La Gazzetta dello Sport di lunedì 18 luglio 1994 titola: «Brasile poker mondiale. Ma bravi azzurri!». Nell’articolo di fondo dal titolo: «Crudele ma bello lo stesso» a cura di Candido Cannavò possiamo leggere:

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👉🏻 Il passato é la memoria del presente

«Ci sono stati dissensi e opposizioni. Ce ne sono ancora. Non tutti gli americani sono persuasi di ciò che l’America fa in cielo: qualcuno dice che farebbe meglio a occuparsi un po’ più della Terra e che la conquista della Luna rappresenta per essa ciò che la costruzione delle piramidi rappresentò per l’Egitto: un inutile e rovinoso scialo. Ma alla fine ha prevalso la tesi politica: che la conquista della Luna costituisce non soltanto un primato cui il paese non può rinunciare, ma anche il pretesto e l’occasione di un balzo avanti tecnologico, di cui tutta la produzione, e quindi tutta la società, risentiranno i benefici effetti»

Indro Montanelli

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