⇒ 🗓️ 09 settembre 1998.
📰 Lucio Battisti.
Il 9 settembre 1998, all’ospedale San Paolo di Milano, si spegneva all’età di 55 anni Lucio Battisti, uno dei geni più straordinari, innovativi e amati della storia della musica leggera italiana.
Rifuggendo da decenni dai riflettori, dalle interviste e dalle apparizioni pubbliche – dopo la celebre decisione del 1976 di ritirarsi a vita privata -, Battisti affrontò gli ultimi giorni di malattia nel massimo riserbo. Ricoverato d’urgenza alla fine di agosto, le sue condizioni si aggravarono rapidamente fino al decesso, le cui cause ufficiali non vennero mai divulgate per rispetto della stretta privacy voluta dalla famiglia, che limitò i funerali a una cerimonia strettamente privata a Molteno.
La notizia della sua scomparsa provocò un’ondata di commozione e profondo cordoglio in tutta Italia. Insieme al paroliere Mogol, Battisti aveva firmato capolavori immortali – da E penso a te a I giardini di marzo, fino a Il mio canto libero e Ancora tu – che sono diventati la colonna sonora di intere generazioni e hanno ridefinito la struttura stessa della canzone d’autore.
La morte di Lucio Battisti ha lasciato un vuoto incolmabile, ma la sua eredità artistica resta un patrimonio vivo e indiscutibile della cultura italiana.
👤 Il Corriere della Sera di giovedì 10 settembre 1998 titola: «Morto Battisti, un’emozione italiana». Nell’articolo dedicato dal titolo «Ci ritorna in mente» a cura della Ernesto Galli della Loggia possiamo leggere:
«C’è un tributo che ogni generazione è chiamata a pagare al proprio romanzo di formazione, ed è un triste tributo perché l’ora in cui esso chiede con maggiore urgenza di essere pagato è per lo più l’ora della morte di chi ha scritto o animato le pagine di quel romanzo»
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👉🏻 Il passato é la memoria del presente
«Nulla come la subitanea scomparsa determinata dalla morte rende consapevoli della lunga durata di certe presenze. Per la generazione che fu giovane tra gli anni Sessanta e Settanta Lucio Battisti ha rappresentato una di queste presenze. Le sue canzoni accompagnarono le opere e i giorni, scandirono le avventure, gli amori, gli incontri di coloro il cui romanzo di formazione si svolse in quel decennio tumultuoso e irripetibile»
Ernesto Galli della Loggia
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