Alberto Ascari

⇒ 🗓️ 26 maggio 1955.

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Il 26 maggio 1955, l’autodromo di Monza fu teatro della tragica fine di Alberto Ascari, uno dei piĂą grandi piloti della storia della Formula 1 e l’ultimo italiano a vincere il titolo mondiale (nel 1952 e 1953).

Appena quattro giorni prima, il 22 maggio, Ascari era miracolosamente sopravvissuto a un drammatico volo nel porto di Monaco, dopo che la sua Lancia D24 era volata in mare durante il Gran Premio di Montecarlo. Ne era uscito solo con un trauma cranico e la rottura del setto nasale.

Il 26 maggio, Ascari decise di andare a Monza come spettatore per assistere ai test dell’amico Eugenio Castellotti sulla Ferrari 750 Monza, vettura che avrebbero dovuto guidare insieme alla imminente Supercortemaggiore. Nonostante i medici gli avessero imposto il riposo e sebbene fosse in abiti civili (giacca e cravatta), Ascari decise all’ultimo momento di fare tre giri di prova per verificare le sue condizioni fisiche dopo l’incidente di Monaco. Chiese in prestito il casco a Castellotti, infrangendo la sua rigida superstizione: correva sempre e solo con il suo personale casco azzurro.

Al terzo giro, intorno alle 12:30, si consumò il dramma. Alla Curva del Vialone (oggi variante Ascari), la macchina sbandò inspiegabilmente, si capovolse e volò fuori pista. Ascari fu sbalzato fuori dall’abitacolo e morì sul colpo a causa delle gravissime lesioni. Aveva 36 anni, la stessa identica etĂ  in cui, il 26 luglio 1925, era morto suo padre Antonio, anch’egli celebre pilota, in un incidente di gara a MonthlĂ©ry. Una tragica coincidenza che consegnò il mito di “Ciccio” Ascari alla leggenda del motorismo.


👤 La Gazzetta dello Sport di venerdì 27 maggio 1955 titola: «In lutto l’automobilismo. La morte di Ascari». Il Corriere della Sera di venerdì 27 maggio 1955 replica con il titolo: «La morte di Ascari a Monza». Nell’articolo interno dal titolo «Non inutilmente» a cura di Dino Buzzati possiamo leggere:

«I piloti come Alberto Ascari non sono che le avanguardie della vita che va avanti, sempre piĂą avanti e, se si fermasse, perirebbe […] colleghi di coloro che sui piĂą diversi fronti dell’umanitĂ  impegnano le battaglie piĂą avanzate […] Dinanzi alla macchina rovesciata in mezzo al verde, alla orribile scia di sangue sulla pista, al mortale silenzio della natura intorno si affollano in un gorgo le domande. PerchĂ© Alberto Ascari non ha ascoltato quello che certamente anche a lui potè sembrare l’avvertimento del destino, quel tocco d’ala gelido con cui la morte lo aveva sfiorato quattro giorni fa, a Montecarlo, quasi gli volesse dire: “Sta attento, troppe volte ormai ho sopportato la tua sfida, e questa è l’ultima ricordalo”»


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👉🏻 Il passato é la memoria del presente


«La folla ha cercato di uscire dallo stadio, avventandosi verso i cancelli, che precedentemente erano stati chiusi per impedire l’accesso allo stadio di altri numerosi tifosi, che protestavano per non esser riusciti a procurarsi il biglietto d’ingresso. Così c’è stato chi è rimasto schiacciato contro i cancelli, o contro il cemento delle gradinate, oppure travolto e calpestato da persone urlanti di terrore»

Redazione Corriere della Sera


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