⇒ 🗓️ 06 novembre 2007.
📰 Enzo Biagi | Delitto di Perugia.
Il 6 novembre 2007 si spegneva a Milano, all’età di 87 anni, Enzo Biagi, uno dei padri indiscussi del giornalismo italiano, ricordato per il suo rigore morale, la lucidità e la straordinaria carriera televisiva e della carta stampata.
Nei medesimi giorni di quel novembre 2007, l’opinione pubblica italiana fu profondamente scossa da un drammatico evento di cronaca nera consumatosi a Perugia tra la notte del 1° e il 2 novembre: l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, ventunenne in Erasmus. Il corpo senza vita della ragazza fu rinvenuto nella sua camera da letto con profonde ferite al collo. L’inchiesta diede vita a una tortuosa odissea giudiziaria segnata da verdetti contrapposti: la condanna definitiva di Rudy Guede e la complessa vicenda processuale di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, conclusasi nel 2015 con l’assoluzione definitiva da parte della Cassazione per non aver commesso il fatto.
La scomparsa di una delle coscienze critiche più autorevoli del Paese e il mistero giudiziario di Perugia segnarono indelebilmente quell’autunno, lasciando un’eredità di profondo cordoglio e di acceso dibattito mediatico.
👤 Nell’articolo di fondo del Corriere della Sera 7 novembre 2007 Gian Antonio Stella, ricordando un suo detto «Avrei fatto il giornalista anche gratis: meno male che i miei editori non se ne sono mai accorti» scrisse:
«…in quelle poche parole, lui condensava davvero un mucchio di cose. La passione per un mestiere che coltivava da quando era in ragazzino sceso a Bologna dall’Appennino tosco-emiliano. La rivendicazione orgogliosa, alla larga dagli intellettualismi, di essere un cronista»
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👉🏻 Il passato é la memoria del presente
«Una grave perdita per il Paese, un acuto senso di mutilazione per me. Hanno questo doppio registro le mie riflessioni, oggi, dopo la scomparsa di Enzo Biagi. Con lui, infatti, oltre a un grande maestro di giornalismo se ne va anche un pezzo della mia stessa vita, dato che eravamo amici da molti, molti anni. Entrambi nati nel 1920, siamo passati attraverso le medesime esperienze: la dittatura, la guerra, la lotta per la libertà sotto le bandiere del Partito d’Azione, l’ansia per questa nostra Italia che è via via cresciuta pur tra mille difficoltà»
Carlo Azeglio Ciampi
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