Incidente mortale per Jules Bianchi

⇒ 🗓️ 5 ottobre 2014.

📰 Incidente mortale per Jules Bianchi.

L’incidente di Jules Bianchi avvenuto il 5 ottobre 2014 durante il Gran Premio del Giappone a Suzuka è una delle tragedie più dolorose della storia recente della Formula 1.

La gara si disputava sotto una pioggia battente, con condizioni di visibilità estremamente ridotte e una pista insidiosa. Al 43º giro, la vettura di Adrian Sutil uscì di pista finendo contro le barriere alla curva Dunlop. Per rimuovere la Sauber, i commissari di gara fecero entrare in pista un grosso mezzo di soccorso (una gru).

In quel momento critico, Jules Bianchi perse il controllo della sua Marussia a causa del fenomeno dell’aquaplaning, uscendo dallo stesso tratto di pista e impattando violentemente contro la parte posteriore della gru. L’impatto fu devastante: la monoposto subì danni catastrofici, provocando al pilota gravi lesioni alla testa (traffico assiale diffuso e grave danno cerebrale).

Soccorso immediatamente e trasportato all’ospedale di Yokkaichi, Bianchi fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma rimase in coma profondo. Nonostante le cure intensive e il successivo trasferimento in una clinica a Nizza, il pilota francese non riprese mai conoscenza e si spense il 17 luglio 2015, dopo nove mesi di agonia, all’età di 25 anni.

La tragedia spinse la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) a una profonda revisione degli standard di sicurezza, portando all’introduzione obbligatoria della Virtual Safety Car (VSC) per gestire i rallentamenti in pista e, successivamente, all’adozione del sistema di protezione per l’abitacolo noto come Halo, introdotto nel 2018 per salvare la vita ad altri piloti in circostanze simili.


👤 La Gazzetta dello Sport di lunedì 6 ottobre 2014 titola: «Formula dramma. Bianchi lotta per la vita dopo lo schianto con una gru». Nell’articolo interno a cura di Pino Allievi possiamo leggere:

«Ma si sappia che sono i costruttori a incassare i diritti milionari. Per cui dovrebbero essere loro a dire no se ci sono pericoli incombenti, invece di piangere poi a tragedie avvenute o far finta di niente, senza intervenire, di fronte a drammi sfiorati. Ecco perché quanto è accaduto al povero Bianchi non è da imputare solo a fatalità o destino, ma dietro a tante coincidenze che il dopo tramuta in diaboliche, ci sono precise responsabilità umane»


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👉🏻 Il passato é la memoria del presente


«Le parole dei pochi testimoni, i video e le fotografie raccontano però una scena raccapricciante: nonostante l’esposizione delle doppie bandiere gialle e la segnalazione luminosa anche sul display del cruscotto, che obbligano i piloti a rallentare e prepararsi a uno stop, sembra che il 25enne francese della Ferrari Driver Academy abbia invece affrontato la curva in pieno. Ma per colpa della maggior quantità di pioggia in pista, arrivato a centro curva ha perso il controllo della Marussia e, finito fuori pista, ha iniziato a rimbalzare sulla ghiaia»

Paolo Ianeri


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