La strage dell’Italicus

⇒ 🗓️ 04 agosto 1974.

📰 La strage dell’Italicus.

Il 4 agosto 1974, alle ore 1:23 di notte, un ordigno ad alto potenziale esplose a bordo del treno espresso Italicus, in servizio tra Roma e Brennero, mentre il convoglio stava uscendo dalla galleria della Direttissima a San Benedetto Val di Sambro, nell’Appennino bolognese.

La bomba, dotata di timer e nascosta nella quinta vettura di prima classe, era stata programmata per esplodere all’interno della galleria di quasi venti chilometri, un’impostazione che avrebbe provocato una strage di proporzioni ancora più devastanti. Solo un ritardo accumulato dal treno fece sì che la deflagrazione avvenisse all’aperto, nei pressi della stazione di San Benedetto. L’esplosione e il successivo spaventoso incendio avvolsero la carrozza, causando la morte di 12 persone e il ferimento di 44 passeggeri. Tra le vittime si contò anche il giovane controllore Mario Tutino e Silver Sirotti, un forlivese di 24 anni che morì nel tentativo di portare in salvo altre persone tra le fiamme.

L’attentato, rivendicato dall’organizzazione neofascista Ordine Nero, si inserisce nel contesto della drammatica “strategia della tensione” degli anni di piombo. Nonostante un lungo iter giudizio segnato da opacità e depistaggi, le sentenze della Cassazione hanno confermato la matrice eversiva di estrema destra della strage, la quale rimane una delle ferite più dolorose della storia recente italiana.


👤 Il Corriere della Sera di lunedì 5 agosto 1974 titola: «La bomba sul treno ha fatto strage. Sono dodici le vittime dell’attentato». Sul lato destro domina l’immagine del treno Italicus sventrato dall’esplosione. Nel taglio basso, l’articolo di Alberto Moravia dal titolo «Vogliono l’Italia in preda alla paura», nel quale possiamo leggere: 

«L’attentato al treno Roma-Monaco vorrebbe ispirarci paura, una paura dimentica delle vittime, sollecita soltanto di noi stessi,. E invece, no. Esso ci ispira la pietà indignata che non si può fare a meno di provare di fronte a chi è stato adoperato come mezzo iniquo per un fine ingiusto»


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👉🏻 Il passato é la memoria del presente


«E quanto alla paura, come diceva Tolstoi a proposito di un mediocre scrittore di libri terrorizzati: ‘Egli vuole farci paura. E invece non riesce che a far paura a se stesso’»

Alberto Moravia


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