Collisione aerea di Ramstein

⇒ 🗓️ 28 agosto 1988.

📰 Collisione aerea di Ramstein.

Il 28 agosto 1988, nella base aerea statunitense di Ramstein in Germania Ovest, si consumò una delle più gravi tragedie nella storia delle esibizioni acrobatiche civili e militari.

Durante l’airshow promozionale Flugtag ’88, assistito da oltre trecentomila spettatori, la pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare Italiana, le Frecce Tricolori, stava eseguendo la spettacolare figura del “Cardioide” (il cuore trafitto). Durante il ricongiungimento a bassa quota, l’aereo del solista, il Maggiore Ivo Nutarelli, arrivò in ritardo e si scontrò violentemente con i velivoli dei capitani Mario Naldini e Giorgio Alessio.

I tre Aermacchi MB-339 precipitarono al suolo in pochi istanti. L’aereo di Nutarelli si schiantò direttamente sulla folla di spettatori stipata a ridosso delle transenne, trasformandosi in una palla di fuoco di rottami e carburante in fiamme.

Il tragico bilancio fu di 70 morti (i 3 piloti italiani e 67 spettatori) e oltre 500 feriti, molti dei quali riportarono ustioni devastanti.

Il disastro di Ramstein portò a un’immediata revisione globale dei protocolli di sicurezza per i manifestazioni aeree: da quel momento in poi fu vietato eseguire manovre acrobatiche direttamente sopra o verso il pubblico, imponendo distanze minime di sicurezza e traiettorie parallele alla linea degli spettatori.


👤 Il Corriere della Sera di lunedì 29 agosto 1988 titola: «Fanno strage le Frecce Tricolori». Nell’articolo di fondo dedicato, a cura di Carlo Bo dal titolo «La scommessa degli assi», possiamo leggere: 

«Si discuterà a lungo, ma solo per il tempo sempre più breve lasciato al ricordo di queste tragedie, sulle cause del disastro e quindi sulle responsabilità. Colpa dei piloti? Colpa delle macchine? Nessuno lo saprà mai, ma di una cosa si può essere certi: la responsabilità è di chi progetta e attua questi spettacoli, di chi nel subconscio è disposto a trasformare la festa in morte»


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👉🏻 Il passato é la memoria del presente


«In Germania tutto questo è stato ribadito nel sangue e ancora una volta vittime e carnefici si sono confusi nel terrore e nello sgomento. No, è meglio rinunciare a questo tipo di tentazioni che ci ostiniamo a reputare innocenti e non lo sono»

Carlo Bo


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